Tenuta Asinara

La tenuta Asinara è nata da una scelta di vita della famiglia Sassu.
Dal desiderio di far esprimere al meglio questo territorio. Di contribuire alla conservazione della razza degli asinelli bianchi e di produrre grandi vini, a dimostrare che la Sardegna terra ha in sè questa grande vocazione.
E’ una sfida che richiede tempo, pazienza, impegno. E’ fatta di tante tappe fondamentali, come la nascita del primo vino, Herculis, un taglio Bordolese che ha il nome antico dell’isola dell’ Asinara. Un passo alla volta vengono gli altri vini: Birbante, uno spumante prodotto secondo la saggezza dei vignaioli, con grappoli del diradamento tardivo. Poi Indolente Rosso, un Cannonau, e Indolente Bianco, il nostro vermentino. Hanno nomi che richiamano la musicalità di quello dell’asinello in lingua sarda, Su molente. Tutti i vini vengono prodotti con lo stesso spirito che anima questi animali: con pazienza, lavoro e un’ostinazione proverbiale. Ultimo nato Hassan, un taglio Bordolese che affina 14 mesi in barrique. Deve il suo nome al terzo re di Algeri, Hassan il Bello. Nacque e crebbe giovane pastorello sulla mitica isola dell’Asinara. Strappato al suo gregge dai pirati turchi, conquistò poi i favori di Kheir-ed-Dinn, detto il Barbarossa. Con spregiudicatezza e bontà visse e morì ad Algeri. Infine, dalle stesse uve di Hassan, sapientemente appassite in cantina per 5 mesi prima della vinificazione ecco Hassan Passito, che riposa in barrique tre anni prima di vedere la luce. Il Territorio della Romangia, la terra dei Romani.
È la regione dove crescono le vigne di Tenuta Asinara. È sul Golfo dell’Asinara e guarda verso quell’isola e verso il tramonto, proprio dove passava la strada che portava alla colonia e al porto di Turris Libisonis, qui i Romani coltivavano vite e olivo e trasportavano i loro prodotti verso l’imbarco. Dopo duemila anni il paesaggio è intatto, quelle sono le coltivazioni. A ricordare quei tempi, a pochi passi dalle nostre vigne, sono i resti della villa romana di Santa Filitica. Al tempo degli imperatori vantava un raffinato impianto di terme. Un suo pavimento a mosaico raffigura Bacco, coronato di uva e vite. Difficile trovare un segno più esplicito. Questa terra è madre di grandi vini. Lo dice la sapienza di chi coltiva, lo racconta la storia.