Barolo DOCG 2018 Terre del Barolo
Terre del BaroloIl Barolo si fa con un solo vitigno, il nebbiolo, e non ammette scorciatoie: il disciplinare
impone almeno 38 mesi prima dell'uscita, di cui 18 in legno. Terre del Barolo è una cantina
cooperativa, e questo spiega perché una denominazione che di norma sta su tutt'altra fascia di prezzo qui resti accessibile: i conferimenti arrivano da molti soci nell'area della
denominazione, e il costo si distribuisce.
La 2018 è un'annata che vale la pena raccontare per quello che è. Dopo un maggio molto piovoso la vendemmia si è chiusa in equilibrio, e ne sono usciti Barolo meno potenti e meno tannici del solito, più snelli e soprattutto già godibili. Non è l'annata da mettere in cantina per
vent'anni, è quella che permette di bere Barolo adesso senza aspettare che il tannino si
ammorbidisca.
Per chi si avvicina alla denominazione è una porta d'ingresso onesta: prezzo contenuto, stile
classico e la possibilità di stapparlo la settimana prossima.
Alla vista è rosso granato intenso, con i riflessi aranciati tipici del nebbiolo. Il naso apre
su frutti di bosco e note di sottobosco, con l'accenno speziato lasciato dal legno grande. In
bocca è armonico e ben strutturato, con un tannino presente e persistente ma già ammorbidito, e un finale asciutto di buona lunghezza.
Scheda tecnica +
Note di degustazione +
Naso su frutti di bosco e note di sottobosco, con un accenno speziato lasciato dal legno grande.
In bocca è armonico e ben strutturato, con un tannino presente e persistente ma già ammorbidito.
Finale asciutto, di buona lunghezza.
Abbinamenti gastronomici +
Primi piatti ai funghi, arrosti e umidi di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.
Compagno d'elezione il tartufo bianco d'Alba.
Vinificazione e affinamento +
Vinificazione. Vinificazione in rosso con macerazione sulle bucce e fermentazione a temperatura controllata.
Affinamento. 38 mesi, di cui almeno 18 in botti di rovere francese da 25 e 50 ettolitri