Il produttore
Cordoin Didierlaurent
Récoltant-manipulant dal 1950. Lo Champagne fatto in casa.
Cordoin Didierlaurent
A Port-à-Binson, nel cuore della Valle della Marna a pochi chilometri da Épernay, la famiglia Cordoin fa Champagne da quattro generazioni. Tutto nasce nel 1950, quando il bisnonno Gilbert e il nonno Claude scelgono la strada del récoltant-manipulant: coltivare le proprie vigne e vinificare in casa, sotto il proprio nome, senza passare per le grandi maison. Una scelta di indipendenza che la famiglia non ha più abbandonato.
Oggi alla guida c'è Pierre-Emmanuel, quarta generazione, che dal 2014 ha modernizzato la gamma firmandola con la propria sensibilità. Le vigne — nei comuni di Mareuil-le-Port, Port-à-Binson e Levrigny, su suoli argillo-calcarei — sono certificate HVE (Haute Valeur Environnementale): un approccio sostenibile, attento alla biodiversità e alla salute di suolo, acqua e aria.
Cosa producono. Champagne d'assemblaggio dai tre vitigni della regione — Pinot Noir, Chardonnay e Meunier — con il Meunier come vera firma della casa. Non è un dettaglio: è il vitigno-cuore della Valle della Marna, quello che dà rotondità e frutto, spesso snobbato dalle grandi marche e qui invece messo al centro.
Perché ci piacciono. Perché sono l'opposto della logica industriale dello Champagne. Récoltant-manipulant vero, a conduzione familiare, dove chi coltiva l'uva è la stessa persona che firma la bottiglia. Se cerchi lo Champagne di marca lo trovi altrove; qui trovi un terroir e una mano precisa.
Da provare per primo — la nostra scelta
Champagne Brut Cuvée de Réserve Champagne Cordoin-Didierlaurent
€48,00
La nostra scelta da provare per primi: la Cuvée de Réserve, l'anima più fresca e cesellata della casa. Qui comanda lo Chardonnay (80%, con un 20% di Meunier a dare rotondità) e l'affinamento in botte di rovere aggiunge profondità senza coprire la mineralità. Naso floreale, sorso lungo e teso, tutto sulla freschezza. Perfetto all'aperitivo o, a sorpresa, su un dessert di frutta esotica.
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