come degustare il vino

Degustare il vino: niente panico, nessun dizionario enologico richiesto

Aug 02, 2025Claudia Cenci

⏱ Tempo di Lettura: 5 minuti


Hai mai preso in mano un calice cercando di fare la figura dell’intenditore… e finendo per agitare il vino come se fosse una pozione magica?
Oppure sei stato testimone silenzioso di un amico che annusava il bicchiere per minuti, bisbigliando “sentori di cuoio, ciliegia e buccia di pesca essiccata”?

Benvenuto nel meraviglioso mondo della degustazione del vino.
Un mondo fatto di riti, sì, ma anche di gesti semplici che, se ben compresi, trasformano un sorso qualsiasi in un’esperienza da ricordare.

Ecco perché oggi, in questa Lezione 3 di Sparkle Savoir Faire, ti accompagniamo in un mini viaggio per imparare a degustare senza ansia da prestazione, senza frasi fatte, ma con il gusto di chi vuole solo capire meglio ciò che ha nel calice.


Guardare, annusare, assaggiare: la triade sacra (ma rilassata)

Partiamo dallo sguardo.
Il vino si osserva. Non serve essere pittori o sommelier da concorso: basta inclinare leggermente il bicchiere e guardare il colore, la limpidezza, i riflessi.
Un rosso giovane avrà toni violacei, uno più evoluto tenderà al granato. I bianchi freschi brillano di paglierino, quelli più strutturati virano verso il dorato.
Sì, anche l’occhio vuole la sua parte.

Poi arriva il momento del naso.
Qui le cose si fanno interessanti. Il vino, prima di tutto, si avvicina al naso senza paura. Si inspira lentamente. Se il profumo è timido, si fa ruotare il bicchiere per svegliarlo.
Cosa sentiamo? Frutta, fiori, spezie, erbe, pane, miele… o magari solo “profumo di vino buono”.
E va bene così.
Il naso è memoria: non serve trovare esattamente la mora o il pepe rosa. Serve riconoscere qualcosa che ci emoziona o ci ricorda.

Infine, il gusto.
Il sorso non deve essere una corsa.
Si lascia scivolare in bocca, si esplora con calma: dolcezza, acidità, sapidità, corpo, tannini.
Ma più che catalogare, bisogna sentire se tutto è in equilibrio, se il vino ci parla. Se, soprattutto, ci piace.


Il vino non è un quiz, è una conversazione

Degustare non è sfoggiare conoscenze tecniche, ma ascoltare il vino, scoprire cosa ha da dire.
Non esiste una risposta esatta, ma solo il piacere della scoperta.
A volte sentirai “pesca matura”, altre volte solo “estate in un bicchiere”.
E va benissimo. Anzi: è perfetto.


In conclusione: lasciati guidare (e goditi il viaggio)

Degustare è come rallentare il tempo.
È dare valore a un gesto quotidiano. È capire che dietro ogni bottiglia ci sono mani, uve, annate, storie.
Non servono formule magiche. Solo un po’ di attenzione e tanta curiosità.

Il vino non pretende che tu sia esperto.
Ti chiede solo di esserci.

More articles