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In un’epoca in cui si parla sempre più di sostenibilità e rispetto per l’ambiente, alcune pratiche agricole del passato stanno tornando a essere protagoniste. Una tra tutte è il sovescio: un gesto semplice, antico, ma di un’efficacia sorprendente. Un piccolo atto di cura verso la terra, capace di trasformare radicalmente la salute del suolo e la qualità della vite.
Cos’è il sovescio?
Il sovescio è una tecnica agricola che prevede la semina di piante specifiche tra i filari di un vigneto (ma anche in altri campi coltivati), con l’obiettivo di interrarle prima della fioritura. Non vengono raccolte, né utilizzate direttamente: la loro funzione è quella di arricchire e rigenerare il suolo, donandogli fertilità, struttura e biodiversità.
Tra le essenze più utilizzate troviamo:
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Leguminose come favino, veccia, pisello e trifoglio, che fissano l’azoto atmosferico nel terreno.
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Crucifere come senape o rafano, capaci di contrastare alcuni patogeni e di migliorare la tessitura del suolo.
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Graminacee come orzo e segale, che offrono copertura e biomassa, proteggendo il terreno dalle erosioni.
Perché il sovescio fa bene alla vigna?
Fertilità naturale
Le piante da sovescio, una volta interrate, rilasciano nel terreno una grande quantità di sostanza organica. In particolare, le leguminose arricchiscono il suolo di azoto, un nutriente fondamentale per la crescita della vite, riducendo o eliminando il bisogno di fertilizzanti chimici.
Miglioramento della struttura del suolo
Le radici delle piante rompono le zolle, aumentano la porosità e rendono il terreno più soffice e drenante. Questo significa una maggiore capacità del suolo di trattenere l’acqua quando serve e di lasciarla defluire in eccesso. Inoltre, si previene la compattazione causata dal passaggio dei mezzi agricoli.
Maggiore biodiversità
Un terreno vivo è un terreno fertile. Il sovescio stimola la presenza di microorganismi benefici, lombrichi, insetti impollinatori e predatori naturali di parassiti. Questo contribuisce a un equilibrio ecologico più stabile, dove le malattie e gli attacchi parassitari si riducono in modo naturale.
Protezione climatica
Un suolo trattato con sovescio è più resiliente al cambiamento climatico. Trattiene meglio l’umidità in periodi siccitosi, protegge dall’erosione durante le piogge intense e mantiene una temperatura più equilibrata. In tempi di crisi idrica e sbalzi termici estremi, questo può fare la differenza.
Riduzione dell’impatto ambientale
Utilizzando il sovescio, si riducono le lavorazioni meccaniche, l’uso di fertilizzanti e pesticidi, le emissioni legate alla produzione chimica e la dipendenza da input esterni. È una strada concreta verso una viticoltura rigenerativa e più consapevole.
Un gesto antico, uno sguardo al futuro
Il sovescio non è una moda né una trovata da agricoltura "alternativa". È una strategia che si basa sull’osservazione della natura e sulla sinergia tra le piante e il suolo. Richiede pazienza, conoscenza del ciclo delle stagioni e capacità di guardare al lungo termine.
Per il vignaiolo che lo pratica con costanza, il sovescio diventa un alleato prezioso. Anno dopo anno, il terreno diventa più fertile, le piante più forti, le uve più equilibrate. E tutto questo si riflette, inevitabilmente, anche nel bicchiere.
Un vino che nasce da una terra curata in questo modo non è solo più buono. È più vero. Racconta una storia fatta di rispetto, ascolto e scelte responsabili.
Chi ama il vino, deve amare anche la terra da cui nasce. Il sovescio è una delle più nobili forme di questo amore.